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Italia

 Rossini, da " il Barbiere di Siviglia":

- Ouverture

Alessandro Licchetta, Andrea Sequestro - pianoforte

- Aria Una voce poco fa

Andrea Sequestro - pianoforte, Ludovica Casilli - soprano

 Clementi - Sonata op. 50 n. 3 "Didone Abbandonata"

Introduzione, allegro con espressione

Emanuele Balsamo - pianoforte, Silvia Gennaro - Voce recitante

 Verdi, da "La Forza del Destino":

-  Fantasia sui temi della Forza del Destino (Verdi-Martucci)

Alessandro Licchetta - pianoforte

- Aria La Vergine degli Angeli

Andrea Sequestro - pianoforte, Ludovica Casilli - soprano

 Liszt, dagli Anni del Pellegrinaggio (Italia):

Sonetti del Petrarca (104-123)

Alessandra Gallo - pianoforte, Paride Napolitano - Voce recitante

 Castelnuovo Tedesco

 Piedigrotta 1924, Rapsodia Napoletana

Andrea Rucco - pianoforte, Emanuele Balsamo - Voce recitante

 

 

“Dahin, dahin”: là, là in Italia bisogna andare, scrive Goethe, per poter veramente amare. E sulle orme del grande poeta tedesco un’infinita schiera di artisti ha cercato ispirazione e intensità di sentire nel "paese dove fioriscono i limoni”.

La pienezza del vivere, l’energico dinamismo che sembra proprio della nostra terra è in effetti cifra distintiva di tante pagine rossiniane, a partire dall’ouverture e dalla cavatina di Rosina, che impreziosiscono il Barbiere di Siviglia (1816).  L’una accende il ‘fuoco' drammatico, l’altra lo alimenta con liriche fiammate, che ancora oggi costituiscono banco di prova per le voci migliori.

Diversamente intense sono la malinconia e lo struggimento che animano la Sonata op.50 no. 3 di Clementi, intitolata a Didone, l’infelice regina di Cartagine che da Ovidio a Virgilio a Metastasio ha commosso poeti di ogni epoca: un dolore messo in musica da decine di operisti italiani e capace di ispirare il padre stesso del pianismo moderno.

In effetti, quanti musicisti romantici hanno poi trasposto sul pianoforte la tradizione lirica italiana! Paradigmatico in tal senso il genio lisztiano, emulato nel secondo Ottocento da Martucci, che seppe rilanciare a livello europeo la scuola pianistica napoletana. Così il lirismo italiano, che aveva trovato in Verdi il suo culmine popolare, risuona ‘fantasticamente’ in Martucci: “la forza del destino” canta sulla tastiera con nuova commozione. Tanto più suggestivo il confronto con l’originario melos verdiano, esemplificato dalla più celebre aria di Leonora.

Ma l’amore di Liszt per l’Italia non risuona solo nelle parafrasi operistiche: fin dai ‘pellegrinaggi’ giovanili egli usava trarre ispirazione musicale leggendo i testi dei nostri grandi poeti: Dante, Petrarca, Tasso… Il massimo virtuoso del pianoforte asseriva di aver compreso in Italia che l’Arte è una e universale, pur manifestandosi in forme artistiche diverse.

Piccoli quadri di vita napoletana si animano invece nelle poesie di Salvatore di Giacomo: ad essi guarda Castelnuovo-Tedesco con occhio ora ironico, ora dolentemente nostalgico. Il pianoforte resta moderno protagonista di un sentire antico.

Russia

 

Alessandra Gallo - Prokofiev, Romeo e Giulietta

Andrea Caputo / Christian Greco - Shostakovich, sonata op. 147, II mov.

Nicoletta Vaglio
- Skrjabin, 3 preludi
- Rachmaninoff, Prelude op. 3 n.2

Christian Greco - Rachmaninoff, preludi op. 23 n.3, n.5

Chiara Rucco / Andrea Sequestro - Prokofiev, Sonata op. 94: Moderato, Allegro con brio

Euterpe11

 

Giorgio Manni - pianoforte

Schumann - Novelletta op. 21 n°8

Giorgio Manni, Emanuele Balsamo - pianoforte

L. van Beethoven - dalla VII Sinfonia, Adagio

Emanuele Balsamo - pianoforte

J.S. Bach - dalla Partita n. III BWV 827, Fantasia, Allemanda e Giga

Alessandro Licchetta - pianoforte

Cristian Musio - viola

Brahms - Sonata op 120 n°1

Emanuele Balsamo - pianoforte

Schumann - dalla Sonata n°2, op. 22, So rasch wie möglich

 


“Credo in Bach, il Padre, in Beethoven, il Figlio e in Brahms, lo Spirito Santo”: così il grande direttore d’orchestra Hans von Bülow professava nel 1880 la sua “teologia” musicale tutta tedesca, quella che tuttora raccoglie fervorosi adepti.

In effetti le armoniose polifonie del ‘matematico’ Bach sembrano disegnare le fondamenta della musica occidentale contemporanea: poderosi pilastri su cui si erge come titano Beethoven, sfidando nel primo Ottocento gli insegnamenti del Padre, dopo averli intimamente assimilati. Misteriosa sintesi di tutto ciò appare Brahms. Alla fine del secolo romantico e sulle orme di Schumann, suo maestro di vita e di arte, Brahms infatti arriva a leggere nelle forme della grande tradizione strumentale tedesca il movimento stesso delle umane passioni.

Alessandra Gallo

 organo

 

L'Associazione Seraphicus offre alla città di Nardò "Note D'Organo", momenti di ascolto dell'antio organo settecentesco della Chiesa di San Giuseppe con l'intento di sensibilizzare la comunità neretina ed il turismo alla valorizzazione del patrimonio artistico culturale del territorio. 

Associazione Seraphicus

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